Cronache dai tribunali DDL 2421: La Politica si dia una mossa.Mentre il Condiviso aspetta, si distrugge il cognome dei figli

Il disegno di legge n. 2421 (sen. Vincenzo D'anna et alii) è stato annunciato in aula il 25 maggio scorso, ma è visibile solo da qualche giorno nel sito del Senato. "C'è stato qualche problema tecnico", spiega Antonella Flati, vice presidente di ADIANTUM, "e le lunghe ferie estive hanno tardato la pubblicazione del testo, ma adesso si fa sul serio".

Antonella Flati, insieme ad Alessio Cardinale (portavoce nazionale ADIANTUM) è l'artefice del lungo lavoro di lobbying che ha portato ALA a depositare senza alcuna modifica il testo proposto dall'associazione romano-napoletana. "Non è stato poi tanto difficile convincere i senatori firmatari (tutto il gruppo ALA, ndr) della bontà delle nostre argomentazioni sul Condiviso, e abbiamo ricevuto molta disponibilità anche se il testo è stato studiato con moltissima attenzione". "Adesso la politica si dia una mossa", aggiunge Antonella con la sua solita franchezza, "perchè il tema è sentito da tutte le famiglie italiane. Lo dimostra la presenza di ben 9 tra disegni e progetti di legge tra Camera e Senato: vorrà dire qualcosa oppure no ?".

Le fa eco Edmondo Sena, delegato nazionale ADIANTUM per i rapporti con il Parlamento, il quale aggiunge "nella giornata di ieri la Commissione ha trattato argomenti sicuramente importanti come il Codice Antimafia, l'elezione dei consiglieri degli ordini forensi e le disposizioni sul cognome dei figli, anteponendo però, anche questa volta, altre materie al tema fondamentale del Condiviso.". "In particolare, con la trattazione sul cognome dei figli", aggiunge Sena, "si rischia di perdere di vista l'importanza dell'albero genealogico, e questo secondo me è conseguenza logica di tutto il resto, e cioè del Falso Condiviso, delle False Pari Opportunità ed in generale del chiarissimo piano di indebolimento della figura del padre nella Società, in nome di un presunto Patriarcato che ormai, e per fortuna, esiste solo nei libri di Storia moderna".

"Il cognome non è una convenzione", conclude Sena, "come può essere l’assegnazione di un numero del telefono; il cognome racconta una storia, e dice che la famiglia è una. È bellissimo essere “figlio di”. Matriarcato o patriarcato vanno bene entrambi, purché si rispetti il diritto dei figli alla conoscenza delle proprie origini e non si inventi, come in Svezia, la bugia cosmica che l’uomo è figlio di se stesso, e decide lui di chi si sente figlio. Questo è il progresso del Nichilismo in cui rischiamo di cadere, e cioè la solitudine del farsi da soli. Tutto questo è un peso insopportabile, oltre che una vera balla. Si sta cercando di realizzare, per legge, lo sradicamento della famiglia".

Condividi su Facebook