DDL sul Condiviso, D´Auria: ci aspettiamo atti ostili, come a Bergamo sul Registro bigenitoriale

"Esprimo ferma convinzione", dichiara Francesco D´Auria, segretario nazionale ADIANTUM, "che il DDL 2421 appena depositato in Senato, qualora diventasse legge dello Stato, ridurrebbe notevolmente le separazioni giudiziali ed il business ad esse collegato, perché risolverebbe sul nascere i motivi di contrasto tra i genitori che sono in procinto di separarsi. Di più, correttamente applicata dai giudici, la nuova norma contribuirebbe a spegnere gli attriti anche per le separazioni che già sono in atto. Ciò restituirebbe serenità ai figli coinvolti nella separazione, anche grazie al mantenimento diretto ed all’assegnazione della casa ai minori con alternanza dei genitori. Ci chiediamo, però, se la politica nazionale, al contrario di quella locale, sia pronta a recepire cambiamenti così importanti".

La chiosa del segretario ADIANTUM non è affatto improvvisata. D´Auria, infatti, è alla guida dell´associazione bergamasca "Minori In Primo Piano", che si batte in Lombardia per i diritti dei figli alla Bigenitorialità. Solo pochi giorni fa la maggioranza del Consiglio Comunale di Bergamo, a guida PD, ha bocciato la richiesta di istituire il registro bigenitoriale in città, preferendo approvare un documento "surrogato" che non permetterà ai genitori che non sono "collocatari" di ricevere tutte le informazioni inerenti i propri figli. In particolare, hanno bocciato il registro bigenitoriale i consiglieri PD Romina Russo e Francesca Riccardi, a cui si sono aggiunti quelli della lista Gori e quelli della lista civica con a capogruppo il consigliere Federica Bruni (il consigliere di Sel, Luciano Ongaro, si è astenuto). I 19 voti contrari, pertanto, hanno prevalso sui 12 voti faverevoli dei consiglieri M5S (capogruppo Fabio Gregorelli), dei consiglieri di F.I. (capogruppo Alessandra Gallone), dei consiglieri della Lega (capogruppo Alberto Ribolla), del consigliere di Fratelli d´Italia e dei consiglieri della lista Tentorio. 

L´istituzione del Registro della Bigenitorialità, strumento amministrativo di Parità genitoriale approvato da tantissimi comuni grandi e piccoli, a Bergamo ha incontrato, per mesi, l´ostruzionismo del PD e di altri partiti della maggioranza, che hanno opposto un muro sub-culturale contro una iniziativa innocua dal punto di vista amministrativo (ed anzi, del tutto opportuna), ma densa di significato dal punto di vista politico-sociale per chi, come il PD, prono alla logica di tutela "ad ogni costo" del prezioso voto femminile, non ha mai sostenuto le battaglie sul Vero Condiviso. 

"Adesso, sia in campo nazionale che in ambito locale, ci aspettiamo gli stessi atti di ostilità politica che abbiamo ricevuto a Bergamo", aggiunge D´Auria. Infatti, a seguito della richiesta del registro bigenitoriale depositata il 20 maggio 2015 dall’associazione Minori in Primo Piano Onlus, la maggioranza del sindaco Gori, dopo un lungo periodo di ostruzionismo in Consiglio, ha manifestato l´intenzione di approvare un documento che non rispettava affatto le finalità del registro.

In seguito, lo scorso 21 settembre, Minori in Primo Piano Onlus denunciava la mancata istituzione del registro bigenitoriale nel Comune della città. I consiglieri Fabio Gregorelli (M5S), Marcello Zenoni (M5S) e Gianfranco Ceci hanno pubblicamente lamentato l’ostilità da parte del PD a non volere approvare il Registro. Le ostilità si sono materializzate, da parte della consigliera pd Riccardi, attraverso la presentazione di un OdG collegato recante un testo che di fatto rappresenta, più che un obbligo ad osservare alcuni specifici passaggi amministrativi, un mero invito ad "una buona prassi". 

In questo modo, il PD a Bergamo ha approvato uno strumento amministrativo affievolito che, anzichè migliorare la proposta - la buona politica servirebbe a questo - l´ha peggiorata a proprio piacimento, affinchè risultasse inefficace. "Ce ne ricorderemo al momento del voto per il referendum e alle prossime amministrative", aggiunge D´Auria.

A poco sono valsi gli appelli per un atteggiamento meno ideologico e politico a favore di uno più civile e a tutela dei minori. Esattamente come accade, da 30 anni (aggiungendo i 20 anni di gestazione della L. 54/2006), in campo nazionale. "Sappiamo che incontreremo ostacoli, ma siamo attrezzati e pronti a tutto", conclude D´Auria. 

 

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