Esposto inviato alla RAI -“PresaDiretta” di lunedì 28 gennaio u.s., intitolata “Dio, Patria e famiglia”

Bergamo, 31 Gennaio 2019

Spett.le
Rai - Radiotelevisione italiana
- Alla C.A. del Presidente
- Alla C.A. di tutti i Consiglieri
- Al direttore di Rai3
- Al direttore delle relazioni esterne Rai
- Ai membri della commissione vigilanza Rai

Viale Mazzini, 14 - 00195 Roma
PEC: raispa@postacertificata.rai.it

RACCOMANDATA - A MEZZO PEC

Oggetto: Trasmissione RAI3 “PresaDiretta” di lunedì 28 gennaio u.s., intitolata “Dio, Patria e famiglia”.

Prot. 2019/002

Spett.le RAI,

inoltro la presente, a nome dell’Associazione che presiedo, per segnalare come la trasmissione in oggetto, trasmessa dalla TV pubblica, abbia gravemente violato i principi della continenza e dell’imparzialità ai quali una corretta informazione dovrebbe uniformarsi.

Minori in Primo Piano Onlus è un'associazione di volontariato senza scopo di lucro, costituita legalmente nel 2014 su iniziativa di alcuni genitori che, dopo aver militato per diversi anni in alcune realtà di volontariato del territorio e finalizzate alla tutela dei minori dei genitori separati, hanno deciso di costituirsi in un’unica struttura operativa che potesse fornire un aiuto concreto alle famiglie dei genitori separandi, dei separati e di quelle costrette contro la propria volontà a vivere lontano dai loro figli. Minori in Primo Piano mette al centro il vero interesse del bambino, che è colui che subisce la separazione e deve essere messo nelle condizioni di crescere in un ambiente sereno ed equilibrato, nonostante la crisi famigliare. L'associazione si occupa degli ormai numerosi genitori che vivono il disagio della separazione dal coniuge con tutto ciò che ne consegue e/o che soffrono per l’allontanamento dei figli dalla casa familiare dovuto a provvedimenti dell’A.G. fornendo loro amicizia, consigli pratici, informazioni, supporto legale, supporto psicologico e ascolto attivo. Minori in Primo Piano Onlus, soprattutto, promuove e sostiene con forza il diritto del minore alla bigenitorialità, anche e soprattutto dopo la separazione.

La messa in onda della citata trasmissione, attesa dai nostri associati in quanto attinente temi di grande momento e di attualità anche politica, ha suscitato una vera e propria levata di scudi da parte di chi si batte ogni giorno con le unghie e con i denti per fare in modo che i minori che subiscono la separazione dei genitori, già costretti a dovere metabolizzare un fallimento non causato da loro, non diventino orfani di genitore vivo e siano invece messi nelle condizioni di continuare ad avere un padre ed una madre, nella convinzione che un corretto sviluppo psicofisico passi necessariamente dalla garanzia di una reale bigenitorialità.

La puntata del programma “Presa Diretta”, anziché promuovere un dibattito costruttivo sul disegno di legge n. 735 a firma del senatore Pillon, che si ripropone di riequilibrare i tempi che il minore, dopo la separazione, dovrebbe trascorrere con ciascun genitore, ad esclusivo vantaggio del bambino stesso, ha volutamente mirato ad influenzare l’opinione pubblica con interventi sensazionalistici, demagogici e a senso unico, puntando su argomentazioni niente affatto attinenti al tema trattato quali la violenza sulle donne e sui bambini, il femminicidio, la pedofilia, l’aborto, in un polverone confezionato ad arte per sollevare uno schermo disinformativo nei confronti del pubblico.

Le argomentazioni pro-riforma sono state banalizzate e ridicolizzate. Nessuno spazio è stato dato al confronto ed al contraddittorio, né alle statistiche, oggettive, relative all’attuale situazione delle separazioni in Italia.

Nella nostra esperienza, maturata negli anni grazie ad un’ampia e diversificata casistica di genitori in fase di separazione con i relativi figli minori che vengono da noi seguiti sia nella fase precedente il giudizio, sia in corso di causa nella fase di assestamento che ne segue, abbiamo avuto modo di constatare quanto, in concreto, i principi ispiratori di una legge come la L. 54/2006, che negli intenti del legislatore doveva essere una pietra miliare in tema di eguaglianza di genere e di salvaguardia del sacrosanto diritto del minore alla bigenitorialità, siano stati e siano costantemente frustrati dalla prassi giudiziaria attuata dai Tribunali, che permane arcaica e dà origine ad un modello separativo fortemente lesivo del benessere psicofisico del bambino.

Le recenti statistiche pubblicate dall’ISTAT parlano chiaro: nonostante in Italia nel 90% delle separazioni venga disposto l’affido condiviso, di condiviso c’è ben poco: il 35 % dei minori, dopo la separazione dei genitori, diventa orfano di genitore vivo e solo in casi rarissimi viene disposto l’affido paritario dei figli.

Come è ormai tristemente noto, l’Italia è tra i paesi più sanzionati a livello comunitario, per le scarse garanzie offerte in tema di salvaguardia del diritto alla bigenitorialità che, invece, viene fortemente promosso e sostenuto dalle istituzioni europee.

Con la Risoluzione 2079/2015, il Consiglio d’Europa, principale organizzazione di difesa dei diritti umani, democrazia e Stato di diritto a livello sovranazionale, ha invitato gli stati membri (compresa l’Italia) a: 1) assicurare l’effettiva uguaglianza tra genitori nei confronti dei propri figli 2) promuovere la shared residence, cioè quella forma di affidamento in cui i figli, dopo la separazione dei loro genitori, trascorrono tempi paritetici presso il padre e la madre.

Ciò anche a garanzia della salute dei minori, figli di genitori separati: numerose sono le ricerche che attestano i potenziali danni per i minori, quando la frequentazione di uno dei genitori avviene per un tempo inferiore a un terzo del tempo totale, situazione simile a quella che si verifica quando i bambini trascorrono due pomeriggi e un fine settimana alterno con uno dei genitori, di gran lunga prevalente in Italia. Se invece i figli frequentano con tempi paritetici tanto il padre quanto la madre, non accusano disagi maggiori rispetto ai minori figli di genitori non separati.

Nell’ottica di una corretta informazione, priva di faziosità e di parzialità, come dovrebbe essere quella offerta dal servizio pubblico, bisognerebbe offrire a chi guarda una visione completa di un problema consentendogli di formarsi un’opinione scevra da condizionamenti.

E’ del tutto evidente come il richiamo continuo ed espresso alla violenza di genere - che comunque non è affatto connaturata con la stragrande maggioranza parte delle separazioni – induce il telespettatore non troppo informato a pensare che quello sia il nodo centrale della riforma in discussione. Mentre è evidente che il grave fenomeno dei maltrattamenti in famiglia, che di certo costituiscono l’eccezione, nulla ha a che vedere con l’affido dei figli normalmente disposto in caso di separazione, non potendosi per ovvi motivi regolare la fisiologia sulla base della patologia.

Affermare, così come si è affermato, che chiedere tempi paritetici di frequentazione dei figli per entrambi i genitori sia un modo per assicurare l’impunità a padri maltrattanti e pedofili in danno dei bambini è una gravissima strumentalizzazione, non priva di conseguenze.

Anche in punto di alienazione parentale, la trasmissione in oggetto ha fatto una vera e propria campagna di disinformazione, non dando voce al genitore alienato ovvero a colui (o colei) che dopo la separazione, per ragioni che nulla hanno a che vedere con il benessere dei minori, si vede costantemente respinto dai figli e di fatto impossibilitato ad esercitare il proprio ruolo paterno o materno con conseguenze devastanti, in primis per i figli.

L’Associazione Minori in Primo Piano Onlus ritiene che non si possa instaurare un serio e proficuo dibattito in punto di riforma del diritto di famiglia senza sentire tutte le parti in causa, con la convinzione che al centro debba essere posto sempre e solo l’interesse del minore. A nulla e a nessuno giovano le trasmissioni demagogiche e propagandistiche quale quella a cui oggi ci si riferisce.

Per quanto sopra, questa Associazione si riserva di interessare l’Agcom e il Garante dell’infanzia, e di effettuare un esposto all’Autorità Giudiziaria.

Grati per l’attenzione, con l’occasione porgiamo i nostri migliori saluti.

Il Presidente

Francesco D’Auria


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