Il Tribunale di Milano cassa la Cassazione: no alla c.d. Maternal Preference

Lode al Dott. Giuseppe Buffone, giudice della IX sez. del Tribunale di Milano

(Maternal Preference – continua) - Immediatamente dopo il nostro articolo di critica alla sentenza di Cassazione n. 18087-2016 (l'arcaica maternal preference), si è pronunciata anche la IX sezione del Tribunale di Milano, con il "solito" dr. Giuseppe Buffone che non smentisce il proprio curriculum di giudice all’avanguardia, libero da preconcetti e, per certi versi, anche coraggioso.

È sorprendente notare come collimino le opinioni, gli argomenti e persino i rifermenti di letteratura scientifica citati dall ’articolo di Adiantum (redatto il 13 ottobre, pubblicato il 17) e quelli del decreto (redatto il 19 ottobre, pubblicato il 21).

in molti se ne sono occupati, sia avvocati che psicologi sui siti specializzati 

http://www.laleggepertutti.it/137446_separazioni-e-figli-no-alla-prevalenza-materna

http://www.studiocataldi.it/articoli/23806-affido-figli-la-madre-non-e-prevalente.asp

https://www.personaedanno.it/filiazione-potesta-tutela/no-alla-maternal-preference-dal-tribunale-di-milano-marcello-adriano-mazzola

http://www.psicologiagiuridica.eu/tribunale-milano-scardina-principio-maternal-preference/2016/10/26/

http://www.altalex.com/documents/news/2016/09/16/affidamento-di-figli-in-eta-scolare-vale-la-maternal-preference  

oltre a decine di giornalisti della stampa nazionale, dal quotidiano dei Vescovi a quello di Confindustria 

Ci uniamo al coro di encomi al Tribunale meneghino quando scrive che:

- non c’è traccia di un passaggio che attribuisca alla madre la preferenza per  l’affidamento dei figli, anzi, ciò che prevale dagli studi di settore è il gender neutral child custody laws, norme incentrate sul criterio della neutralità del genitore affidatario 

- ne’ la legge 54 del 2006 ne’ il novellato 337 ter cc, ne’ la legge 219 del 2012 o il d.lgs. 154 del 2013 affermano che possa essere il solo genere a determinare una preferenza per l’uno o l’altro ramo genitoriale. 

- il principio della "madre prevalente" non trova fondamento nel codice civile né nella Costituzione. Anzi la legge, come la letteratura scientifica, sostiene il principio della bigenitorialità e della parità nell’interesse della prole.

 Un paio di riflessioni da condividere: 

la prima - sarebbe curioso sapere con quale fondamento giuridico, dalla legge n° 898 del 1970 ad oggi, milioni di sentenze si sono appiattite sull’affidamento esclusivo alla madre (la maternal preference di fatto, evitando di scriverlo), con l’unica variazione negli ultimi 10 anni di chiamare “collocamento” la replica del modello di affido esclusivo per aggirare il condiviso.

Nei quattro codici - scrive il Tribunale di Milano - non c’è traccia della necessità di favorire la madre relegando il padre ai margini del processo di crescita dei figli, ma allora perchè sono 46 anni che succede? Possibile che migliaia di giudici non siano riusciti a liberarsi dalla schiavitù dei pregiudizi sessisti?  

la seconda – da rimarcare il capovolgimento dei ruoli operato dalla sagacia del dr. Buffone: da un Tribunale ordinario riesce a rilevare le irregolarità della Cassazione, sconfessando le bizzarre teorie che la nona sezione di piazza Cavour pone alla base di un provvedimento privo di fondamento sia scientifico che giuridico.

Di solito è il contrario, sono i giudici di legittimità che cassano i provvedimenti se rilevano aspetti non conformi al dettato normativo. 

Giuseppe Buffone, con argomentazioni giuridicamente inappuntabili, è in grado di cassare i cassatori.

Chapeau.

Fabio Nestola

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