La difficile condizione dei servizi sociali di Avellino ed il loro ruolo a tutela dei minori

Oramai la misura è colma!

Basta esprimere una scontata solidarietà per poi comunque abbandonare al proprio destino il Settore dei Servizi Sociali.

Esprimo il mio rammarico in qualità di referente regionale di Minori in Primo Piano e non posso non sottolineare che purtroppo, è prevedibile che la situazione di grave pregiudizio nella quale versano gli Assistenti Sociali di Avellino, non abbia immediate soluzioni, men che meno efficace tutela!

Ho il dovere di chiarire quale sia il reale ruolo degli Assistenti Sociali, troppe volte tacciati di "togliere i figli alle famiglie" ovvero: affrontare vissuti personali, mitigare i malesseri , accudire chi viva un disagio personale per poi accompagnarlo nel percorso di recupero consapevole e duraturo!

Certamente il compito è arduo, soprattutto quando è necessario ricomporre coppie in crisi a loro volta genitori!

E' proprio il caso dell'aggressore che nelle ultime settimane ha scosso profondamente gli operatori di Piazza del Popolo.

Una madre alla quale un giudice ha riconosciuto l'affidamento condiviso dei suoi due figli minori, più volte segnalata dal consorte per le violenze consumate in famiglia (ed alle quali inevitabilmente i figli hanno inconsapevolmente assistito), è il dato allarmante della vicenda e di tante altre simili od anche peggiori!

C'è da chiedersi, onestamente, come mai una persona con problemi così gravi di equilibrio psichico sia stata lasciata sola da chi avrebbe dovuto prenderla in carico; come mai è stata considerata "affidante" con un "maternage non compromesso", quali sono state le modalità d'individuazione delle caratteristiche genitoriali elaborate dal professionista che l'ha avuta in cura per poi assumersi la responsabilità di trascrivere una diagnosi che il magistrato ha recepito ai fini dell'affidamento condiviso?

Sono scenari inquietanti, ai quali purtroppo, soprattutto noi avvocati, spesso assistiamo senza aver le giuste "armi" a difesa dei minori!

Perchè è proprio di tutela di minori che si tratta, se ancora dovesse sfuggire tale concetto!

Il diritto di famiglia richiede addetti ai lavori particolarmente sensibili e scrupolosi; ognuno è chiamato a svolgere il proprio compito con responsabilità ed onestà perchè la tutela della famiglia passa attraverso quella dei minori ed attraverso il perseguimento del loro interesse prevalente!

Non si compie il bene di un figlio lasciando che un genitore privo di "compos sui" si relazioni allo stesso in modo violento o manipolandolo; non si compie responsabilmente il proprio lavoro se si pone in essere una valutazione genitoriale approssimativa e senza considerare le conseguenze; non si compie il proprio dovere se ci si ostina a nascondere il disagio di un genitore che magari è alcolizzato/tossicodipendente/psichicamente instabile, e nonostante tutto per interessi di tutt'altra natura, si fa finta di non vedere nè sentire!

In tutto questo, se un assistente sociale segnala un disagio e mette in moto il meccanismo previsto dall'art.403 c.c., non agisce con lo scopo di distruggere una famiglia e sottrarre un figlio, ma esattamente per il contrario; se un genitore è in difficoltà al punto di non avvedersi del pregiudizio causato ad un figlio, quest'ultimo va aiutato a sperare di vivere la propria età con serenità.

Per realizzare però il perseguimento del benessere sociale, è necessario un lavoro di rete e di sinergie: assistenti sociali, magistrati, avvocati, servizi territoriali di Uosm, tutti insieme hanno il dovere di collaborare e di farlo presto e bene perchè in gioco c'è la vita delle persone, sui luoghi di lavoro e nella famiglia!

Siamo tutti responsabili di ciò che non impediamo che accada, ricordiamolo, sempre!

Avv. Tiziana Tomeo

Referente Regione Campania

Minori in Primo Piano Onlus

clicca qui per guardare il video dell'intervista



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