Nuovo art. 570 cp bis: cosa cambia?

Lo scorso 6 Aprile sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel decreto legislativo n.21 del 1° marzo denominate “Disposizioni di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale ex art.1 comma 85 lettera q”.

Il principio di “riserva di codice” nella materia penale è sancito dal novellato art.3 bis c.p. che recita testualmente:.

La novella ha quindi introdotto all'interno del codice penale l'art.570 bis che di fatto, integra e completa il previgente art570 c.p. denominato "violazione degli obblighi familiari".

Tale fattispecie, è bene ribadirlo, condanna il comportamento di chi "abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alle responsabilità genitoriali o alla qualità di coniuge, prevedendo come reazione dell'ordinamento o la reclusione sino ad un anno o la multa da € 103 a €1.032,00"

Il legislatore ha elencato due differenti ipotesi suscettibili di reazione da parte dell'ordinamento, e precisamente è condannato colui che:

1) malversa o dilapida i beni del figlio minore;

2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.

La procedibilità è a querela della persona offesa ad eccezione dei casi previsti dal n.1 e quando il reato è commesso nei confronti dei minori (ex numero 2)

Rispetto a tale indicazione di comportamenti penalmente rilevanti, il legislatore è intervenuto specificando in modo più stringente che le pene di cui all'art. 570 c.p. si applicano specificatamente al coniuge che si sottrae all'obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.

La peculiarità della novella è rappresentata dall'estensione del reato che non è applicabile esclusivamente a chi faccia mancare i "soli mezzi di sussistenza" (fattispecie già disciplinata dalla previgente normativa), ma anche a chi ometta di pagare "ogni tipologia di assegno" Dunque oltre ai figli, verrà favorito anche il coniuge e sarà punito chi ometterà di versare - ai figli o all'ex coniuge - l'assegno stabilito.

Sarà dunque sempre più difficile dimostrare la propria "effettiva incapacità economica" e la perseguibilità d'ufficio conduce inesorabilmente ad un esito del processo che, in caso di accertamento della penale responsabilità, esclude la possibilità della remissione; inoltre, recentemente la Cassazione proprio per questa particolare tipologia di reati, ha previsto che non si debba può far luogo alla sospensione della pena in caso di condanna.

Tempi duri dunque, per i "padri furbi", ma sicuramente maggiore tutela per i figli e per il coniuge che versi in condizione di oggettiva difficoltà economica.

Avv. Tiziana Tomeo

Referente Regione Campania

 Minori in Primo Piano Onlus

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